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Soluzioni Vuototecnica - 7

Pallet perfetti e veloci grazie a Octopus


Nel video a lato potete vedere in azione un robot pallettizzatore che si avvale dell’innovativo sistema Octopus SO4060X di Vuototecnica.
Octopus è una gamma di sistemi di presa a depressione, con un’ampia scelta di accessori e componenti, e nasce come risposta operativa all’esigenza di pallettizzazione e depallettizzazione nei più svariati settori dell’industria.
Come potete vedere è l’ideale per impilare o disimpilare cartoni, sacchi e confezioni assicurando anche la presa delle interfalde in cartone e dello stesso pallet in legno.
Grazie a Octopus, Vuototecnica è in grado di garantire la presa, in massima sicurezza, senza dover ogni volta riposizionare le ventose: è, infatti, l’ideale anche quando la superficie degli oggetti da manipolare occupa solamente il 5% del piano aspirante.

Tutti i sistemi Octopus sono composti da un generatore di vuoto alimentato ad aria compressa; uno scatolato in alluminio anodizzato; un filtro in rete microfine sull’aspirazione, facilmente ispezionabile, d’acciaio inox, per proteggere il generatore; e, infine, il piano aspirante, in grado di adattarsi perfettamente a qualsiasi superficie da prelevare sia essa liscia, ruvida o irregolare.
Octopus prevede una scelta molto vasta di piani aspiranti in materiali e forme diverse, in base all’utilizzo.

Il cliente può scegliere tra gomme spugnose o ventose e ulteriori componenti come le valvole autoescludenti, per aprire l’aspirazione solo nell’area a contatto con il prodotto da manipolare; o piani aspiranti con microfori calibrati e autopulenti adatti per gli ambienti più polverosi. I sistemi di presa a depressione Octopus possono operare verticalmente, orizzontalmente, inclinati e persino sottosopra rispetto al piano di presa degli oggetti.
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Il vuoto in prima linea con i generatori di vuoto GV 1-2-3


Vuototecnica si occupa ogni giorno di rendere perfetti da ogni punto di vista i cicli di presa e rilascio dei componenti attraverso il vuoto, in tutte le fasi produttive e in tutti i settori industriali.
Per facilitare i clienti, ha progetto i generatori di vuoto monostadio in linea GV 1-2-3.
Questi generatori di vuoto sono basati sul principio Venturi. Ciò che li distingue dai generatori di vuoto classici sono prima di tutto la compattezza e la leggerezza. Per queste loro caratteristiche, possono essere assemblati direttamente sui supporti delle ventose o montati in asse anche sui portaventose, in luogo del raccordo. Il tutto con estrema semplicità.
Le connessioni per l’aria di alimentazione e per il vuoto sono sullo stesso asse mentre lo scarico in ottone filettato dell’aria aspirata e esausta è ortogonale ad esse, come potete vedere dal video.

Per una questione di pulizia e di presa e rilascio ad alta frequenza, chiudendo con una valvola lo scarico dell’eiettore, il cliente può creare un contro-soffio generato sulla ventosa, in modo da velocizzare la fase di rilascio e di espellere ogni impurità aspirata durante la manipolazione dei componenti, evitando così l’occlusione dell’eiettore. I generatori sono di ottima qualità anche nei materiali essendo realizzati in alluminio anodizzato e ottone.
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Minidepressori Vuototenica e i sistemi di staffaggio a depressione per la manutenzione degli sci


Ogni anno, è bene rifare la soletta e le lamine agli sci per questioni di sicurezza e per il piacere di sciare in maniera più semplice.

La soletta degli sci ha bisogno, infatti, di essere rigenerata, perché durante la stagione estiva può seccarsi e le lamine possono andare incontro a deterioramento e quindi rendere difficoltosa e pericolosa la discesa sulle piste.

ventose per sci
minidepressori Per la manutenzione degli sci, al fine di non rovinare le lamine con strettoi meccanici, ci si può affidare a macchinari appositi, che fanno uso di sistemi di bloccaggio a depressione come le ventose rettangolari di staffaggio vuototecnica con supporto autobloccante e pulsante di sblocco.

Questi sistemi di bloccaggio per gli sci sono alimentati da minidepressori. Vuototecnica produce minidepressori caratterizzati da dimensioni estremamente ridotte, che possono essere alimentati elettricamente (serie DO); piccole unità autonome per la produzione del vuoto; composte dall’abbinamento di una pompa per vuoto a secco o lubrificata con capacità di aspirazione variabile tra i 2 e 20 mc/h ed un serbatoio di accumulo dalla volumetria variabile tra 6 e 20Lt.
Il mantenimento del grado di vuoto all’interno del serbatoio del minidepressore, in lamiera d’acciaio saldata e a perfetta tenuta di vuoto, viene preimpostato con un mini vacuostato elettrico (12 02 10) che gestisce le due soglie di valore di vuoto di attacco e stacco della pompa.; massimizzando i termini d’intervento della stessa.

Ogni minidepressore è inoltre equipaggiato con un vuotometro per la lettura immediata del grado di vuoto, un’apparecchiatura di comando, in apposita cassetta protettiva, una valvola manuale per l’intercettazione del vuoto e un rubinetto per lo scarico dell’eventuale condensa aspirata dall’utilizzo.
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Pulizia e standard di sicurezza elevati grazie al generatore di vuoto regolabile PVR 25 di Vuototecnica


Nel video a lato potete vedere in azione il generatore di vuoto regolabile PVR 25 di Vuototecnica, direttamente collegato alla ventosa 08 30 32 S.

Sorprende fin da subito la facilità incredibile con cui vengono manipolati questi prodotti da forno, tutti diversi tra loro e caratterizzati da superfici irregolari e grande quantità di spezie e briciole che di solito sono un grande problema perché intasano le ventose con facilità e soprattutto le fonti di vuoto ad esse collegate.
Le pompe a palette rotative e gli aspiratori a canali laterali proprio per questo motivo devono essere sempre dotati di filtro d’aspirazione che va poi regolarmente ispezionato e sanificato per evitare la generazione di muffe al suo interno.

Con il generatore di vuoto regolabile PVR di Vuototecnica non c’è alcun pericolo di intasamento e non c’è bisogno di filtri, perché tutti i residui lo attraversano senza problemi. In produzione è possibile convogliarli in un sito di recupero apposito. Occludendo invece lo scarico dell’eiettore PVR 25 con una valvola a due vie normalmente aperta è possibile generare un contro soffio che velocizzi lo scarico e che al tempo stesso pulisca la ventosa di presa.

Il PVR 25 permette la decentralizzazione del vuoto. Può essere collegato, oltre che direttamente alla ventosa, anche a distributori di vuoto che raggruppano più ventose. Questo aggancio diretto alle ventose permette una velocità di presa e rilascio che, come potete notare, è praticamente istantanea.

Ruotando semplicemente la sezione di scarico dell’eiettore si possono regolare il grado di vuoto e la portata volumetrica in base alle caratteristiche di porosità del prodotto da manipolare. La rumorosità dei generatori di vuoto regolabili PVR può essere inoltre notevolmente mitigata da un silenziatore serie SSX, avvitato sulla connessione di scarico dell’aria.

Per quanto riguarda la ventosa 08 30 32 S, si adegua perfettamente alle superfici irregolari grazie al suo labbro morbido ed è in silicone certificabile FDA. È possibile richiederla anche in silicone magnetico, materiale facilmente rilevabile in caso di rottura o stacchi accidentali grazie ai metal detector adibiti alla protezione degli alimenti, in grado di rilevare la polvere di ferrite. Questo materiale presenta anche un’elevata resistenza ai solventi, ai raggi UV, all’ossigeno, all’ozono e ai clorurati, sopportando qualsiasi ambiente produttivo e tutte le temperature, dai -50° ai 275° C, per qualunque tipo di alimento.
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Elettrovalvole servopilotate a tre vie per vuoto: portata d’aspirazione garantita, ad alta velocità d’intervento


Negli ultimi anni si è assistito a una crescente richiesta di elettrovalvole da parte dei costruttori di automatismi nel settore del packaging. Domanda che non sempre viene soddisfatta nel giusto modo.

Grazie alla forza di oltre trentacinque anni di esperienza nel campo del vuoto e a una crescente attenzione alla ricerca e alle esigenze pratiche dei clienti,Vuototecnica ha pensato a una soluzione che potesse essere efficace e al tempo stesso veloce e ha progettato una serie di elettrovalvole servopilotate per vuoto a tre vie, ad alta velocità d’intervento, per portate fino a 600 mc/h (codice 070913).

L’utilizzo di queste elettrovalvole è fondamentale per l’intercettazione del vuoto su alimentatori e pallettizzatori a ventose, termoformatrici a depressione, confezionatrici sottovuoto, slotter per cartoni, aprisacchi e in tutte quelle situazioni in cui sia necessario un rapido switch tra l’aspirazione della pompa per vuoto e l’immissione dell’aria nel circuito, per un veloce ripristino della pressione atmosferica, a seconda delle esigenze applicative.
elettrovalvole servopilotate
elettrovalvole servopilotate Chi opera nel confezionamento sottovuoto in campana comprende bene l’importanza della portata d’aspirazione, che può essere garantita soltanto dalla sezione d’apertura effettiva delle elettrovalvole per vuoto.

Grazie ad un’attenta progettazione della meccanica interna, l’elettrovalvole servopilotate a tre vie di Vuototecnica assicurano tempi di intervento eccezionalmente bassi, perdite di carico pressoché trascurabili, compattezza costruttiva rapportata alle grandi connessioni di cui sono dotate e minimo assorbimento elettrico per il loro funzionamento.

Possono essere infatti equipaggiate con bobina elettrica di pilotaggio a basso assorbimento (2 watt) ,ovviamente comune e standard per il mercato delle valvole per aria compressa ma non per le elettrovalvole adibite alla gestione del vuoto dove ancora oggi predominano solenoidi di pilotaggio da 14 watt di potenza. Per questo l’elettrovalvole Vuototecnica, offrono un risparmio d’energia e una più semplice gestione a PLC.
Le elettrovalvole sono tutte ricavate dal pieno d’alluminio, in modo da eliminare anche la minima probabilità di perdita, notoriamente riscontrabili su corpi valvola ricavati per pressofusione metallica o da stampaggio plastico a causa di micro incrinature o soffiature durante la produzione.

Vuototecnica si distingue anche per l’attenzione costruttiva volta a far durare nel tempo il componente e la sua funzionalità:
• La tenuta sulle sedi di battuta è garantita da due otturatori conici in vulkollan® sagomati, ad alta resistenza meccanica
• Stelo spola in acciaio inox a sezione esagonale atto a resistere alle più alte sollecitazioni da sovrappressione di pilotaggio e ad agenti chimici contenuti nel media trasportato
• Molla di contrasto e ritorno in acciaio inox pallinato
• Membrana di pilotaggio in poliuretano telato atta a garantire un tempo vita elevatissimo rapportato alle corse effettive dello stelo/spola
• Tutti i componenti interni sono ispezionabili e di facile manutenzione

Le elettrovalvole possono essere impiegate normalmente chiuse o aperte, semplicemente modificando la posizione di connessione dei tubi di aspirazione e senza agire in alcun modo sui componenti della meccanica interna: quali membrane o molle.

Inoltre a testimonianza dello sforzo progettuale volto a massimizzare l’efficienza operativa, tutte le elettrovalvole a tre vie servo pilotate Vuototecnica possono gestire un contro soffio in pressione sulla terza via di scarico; sia nella configurazione normalmente chiusa che in quella normalmente aperta. Un’operazione molto apprezzata dagli utilizzatori finali allorquando vi sia la necessità di velocizzare i cicli macchina di presa e rilascio con ventose o per agevolare la pulizia delle tubazioni d’aspirazione in ambienti particolarmente polverosi.
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Generatori di vuoto multifunzione modulari, la flessibilità non è mai stata così semplice


La robotica industriale oggi richiede dispositivi con ottime prestazioni e più prese di vuoto autonome per l’asservimento di più utenze. Visti i nuovi standard di progettazione, la leggerezza e le dimensioni sono diventati fondamentali. Dunque come soddisfare le esigenze di qualità con la praticità?
Vuototecnica ha pensato ai generatori di vuoto multifunzione modulari GVMM, creati per l’assemblaggio a moduli intermedi MI, con il semplice utilizzo di viti, senza collettori esterni. Ciò che rende unici questi generatori è la loro modularità. Una flessibilità che difficilmente si può ritrovare in altri prodotti; una flessibilità che permette di asservire più utenze grazie a prese di vuoto autonome, senza dover modificare sostanzialmente nulla.
È possibile scegliere il numero delle unità di vuoto, richiedendo il generatore di vuoto multifunzione e i moduli intermedi, nel numero e con le portate desiderate, già assemblati tra loro, oppure assemblare uno o più moduli intermedi al generatore GVMM già installato sull’automatismo. I GVMM sono facilmente ispezionabili e apribili per una manutenzione senza pensieri, a partire dal filtro d’aspirazione del distributore; inoltre, possono essere installati in qualsiasi posizione.

Hanno una grande capacità di aspirazione e consentono un elevato risparmio di aria compressa. Il generatore crea infatti il vuoto all’utilizzo, grazie all’attivazione della microelettrovalvola d’alimentazione dell’aria compressa. Quando il valore di vuoto raggiunge il massimo prestabilito, il vacuostato interviene sulla bobina elettrica dell’elettrovalvola per interrompere l’alimentazione; essa viene ripristinata solo quando il grado di vuoto scende al di sotto del valore minimo di sicurezza. Si può inoltre utilizzare un secondo segnale del vacuostato, in maniera indipendente dal primo, per avviare il ciclo quando il grado di vuoto è quello idoneo all’utilizzo. In mancanza di alimentazione, è integrata una valvola di ritegno per il mantenimento del grado di vuoto nel circuito.I generatori di vuoto GVMM ed i relativi moduli MI, sono tutti dotati di un regolatore a vite per il dosaggio dell’aria compressa d’espulsione.

Sono disponibili con portate minime di 3 mc/h e massime di 14 mc/h ed un grado di vuoto massimo raggiungibile di -85 KPa. A richiesta, è disponibile un set di cavi con dispositivo Energy Saving integrato, per l’allacciamento del vacuostato e delle microelettrovalvole.
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Tenuta senza pari: ventose rotonde piane in gomma spugna di Vuototecnica


Nel video a lato potete vedere in azione le ventose rotonde piane in gomma spugna Geranio di Vuototecnica, su pannelli sandwich isolanti. Resterete certamente impressionati dalla capacità di grip di queste ventose, in grado di sostenere il peso di due operai in piedi sui pannelli.
Il segreto di una simile tenuta è nella speciale mescola in gomma spugna, denominata Geranio, con sigla OF, che ha una densità tale da permettere la presa su superfici anche molto irregolari e ruvide. Il vantaggio è che queste ventose mantengono la propria elasticità anche dopo innumerevoli cicli di lavoro.
Oltre che per la movimentazione dei pannelli isolanti, sono l’ideale per la presa a depressione su superfici molto ruvide, come ad esempio il cemento grezzo, i marmi segati, le lamiere bugnate, antisdrucciolo o grecate, il plexiglas striato e molti altri materiali.
Quando il carico da movimentare ha superfici oleate, oltre che irregolari, occorre impiegare le ventose in gomma spugna neoprene, con sigla NF, in grado di resistere all’azione corrosiva degli oli.

Per consentire un rapido fissaggio ai relativi supporti, tutte le ventose in gomma spugna sono dotate di un lato autoadesivo. Come ricambio , sarà sufficiente richiedere la sola ventosa in gomma spugna adesiva nella mescola desiderata, senza dover modificare niente. Queste ventose resistono a temperature minime di -40°C ( -20°C per la gomma spugna neoprene NF) e massime di +80°C.
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La forza di un ciclone, la pulizia nel lavoro


Per il trasferimento di granulati, polveri, trucioli metallici, prodotti alimentari liquidi e secchi, segatura e altri materiali che potrebbero infastidire le operazioni di presa e la movimentazione, Vuototecnica ha pensato a una soluzione semplice e a manutenzione zero.

Così sono nati i generatori di flusso Vacuum Jet che oltre a consentire il trasferimento di prodotti di diversa natura, permettono l’aspirazione di fumi, condense di acqua e olio, nebbie refrigeranti e altri fattori che potrebbero infastidire il ciclo operativo.
Questi generatori di flusso, alimentati esclusivamente da aria compressa, possono essere impiegati in ambienti di lavoro con pericolo d’incendio o di deflagrazione. L’assenza di parti in movimento ne consente l’uso continuo, senza sviluppo di calore. Ciò che li rende davvero speciali poi è la manutenzione pari a zero, è infatti sufficiente una buona filtrazione dell’aria compressa d’alimentazione per dimenticarsene completamente.

Ma come funzionano questi piccoli gioielli?
L’aria compressa di alimentazione, insufflata in una camera anulare concentrica all’apparecchio, confluisce ad elevatissima velocità verso il centro del tubo principale, creando un effetto ciclonico. L’effetto ciclonico ha la proprietà di creare una depressione all’interno dell’apparecchio e di indurre un grande volume d’aria verso l’uscita del medesimo.
Variando la pressione dell’aria d’alimentazione, varierà, di conseguenza la depressione e la quantità d’aria aspirata.
Sono disponibili in varie grandezze, con portata minima in aspirazione di 12mc/h e massima di 405 mc/h e con portata minima di soffiaggio di 17 mc/h e massima di 525 mc/h; il grado di vuoto massimo raggiungibile è pari a –20 KPa.
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Octopus multicamera di Vuototecnica: ampio spazio alla personalizzazione


Da quando è in produzione la gamma di sistemi di presa a depressione Octopus di Vuototecnica, sono stati risolti diversi problemi relativi all’esigenza di pallettizzazione e depallettizzazione nei più svariati settori dell’industria. Grazie a Octopus è possibile impilare o disimpilare cartoni, sacchi, confezioni, assicurando anche la presa delle interfalde di cartone e del pallet in legno. Una soluzione che garantisce la presa, in totale sicurezza, anche quando la superficie degli oggetti da manipolare occupa solamente il 5% del piano aspirante. E il tutto senza dover ogni volta riposizionare le ventose.
I sistemi Octopus base si compongono di un generatore di vuoto alimentato da aria compressa; uno scatolato in alluminio anodizzato; un filtro in rete microfine facilmente ispezionabile sull’aspirazione, per proteggere il generatore; un piano aspirante, da scegliere in una gamma molto vasta di soluzioni e che si adatta a qualsiasi superficie: liscia, ruvida o irregolare.

Un importante vantaggio dei sistemi di presa a depressione Octopus è che possono operare verticalmente, orizzontalmente, inclinati e persino sottosopra rispetto al piano di presa degli oggetti. Tantissimi sono poi gli accessori e i componenti in aggiunta: gomme spugnose, ventose, valvole autoescludenti,piani aspiranti con microfori calibrati e autopulenti, adatti anche agli ambienti più polverosi.

Vuototecnica è in grado di fornire la massima personalizzazione. Le esecuzioni speciali dei sistemi di presa Octopus sono un esempio lampante. L’Octopus multi-camera, ad esempio, permette ai robot pallettizzatori su cui è montato, la presa e il deposito di tipologie di scatole differenti, per comporre pallet a diversi strati e offrire il massimo della flessibilità al cliente finale.

È possibile ottenere un simile risultato con una pompa elettrica in remoto come fonte di vuoto e la sua distribuzione tramite le elettrovalvole servo pilotate (serie 07..11) posizionate sulle singole camere aspiranti. Le camere possono essere dotate a loro volta di valvole autoescludenti per concentrare il grado di vuoto sulle sole ventose in reale contatto con le scatole da pallettizzare, evitando così inutili sprechi e garantendo la massima efficienza.
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Portaventose mini di Vuototecnica: compatti e leggeri


I robot per lo scarico dei pezzi stampati dalle presse per materie plastiche hanno bisogno di soluzioni di manipolazione con dimensioni ridotte e molto leggere.

Per soddisfare questa richiesta, Vuototecnica ha creato una gamma di portaventose mini che si distinguono per compattezza e leggerezza, ideali per ventose anche piccolissime ma, in proporzione, con le stesse prestazioni della serie più grande.
portaventose con molla incassata
portaventose con corsa ridotta Questi portaventose possono essere montati a ventose con diametro massimo di 60 mm, a coppa o a soffietto, nelle diverse mescole, e sono costituiti da: una molla, per ammortizzare l’impatto della ventosa e mantenere nel contempo una pressione costante sul carico da sollevare e un raccordo rapido per il collegamento al tubo d’aspirazione.

I portaventose mini di Vuototecnica sono facili da assemblare agli automatismi e hanno diverse tipologie di connessione al vuoto (assiale o radiale) a seconda delle esigenze.

Oltre che nella versione per ventose con supporto, con gambo in ottone, sono disponibili:
con molla incassata e gambo di fissaggio in alluminio anodizzato, adatte a ventose con supporto filettato maschio. In questo caso, la particolare conformazione della bussola di guida in ottone per il fissaggio all’automatismo impedisce la rotazione del gambo e quindi della ventosa;
con corsa ridotta che, insieme a una particolare conformazione, consente addirittura minore ingombro e minor peso rispetto agli altri prodotti della gamma, e li rende particolarmente adatti per piccole ventose, con diametri compresi tra 10 e 30 mm.
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